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Aequilibrium

Aequilibrium – Galleria Russo, Roma

Dal 25 Maggio al 15 Giugno 2017

Dal testo del catalogo:
Se concediamo che in ogni opera d’arte esista un reale indicibile e una materia simbolica che lo esprime, l’ultimo ciclo di dipinti di Simafra mette apertamente in collegamento l’uno (il reale) e l’altra (la materia simbolica). 

Non facciamoci ingannare: sebbene queste opere siano infatti ispirate a ghiacciai, mari, fiumi, cieli, nuvole, crateri, tornado, cioè ai quattro elementi fondamentali dell’aria, della terra, dell’acqua e del fuoco nei diversi stati delle loro manifestazioni, del loro estatico divenire, non è questi elementi o quei fenomeni che vuole raccontare il pittore. 

[…]

 

Il punto è che se accettiamo che la pittura sia materia e che la materia sia il contesto originario e fondamentale al cui interno accadono le trasformazioni e il divenire degli elementi, allora questo ultimo ciclo di Simafra vuole esprimere un fondamento e non dipingere un apparire. Vuole essere il fenomeno, non la sua illustrazione né il suo corrispettivo espressionista o simbolico né tanto meno naturalistico. 

Il tema e la modalità del dipingere di Simafra sono la stessa identica cosa vista in due momenti diversi. Momenti che segnano a loro volta tempi, fenomenologicamente pittorici, differenti. 

Mentre il pittore Simafra è a contatto con la materia sulla e nella tela, gli viene preclusa la visione generale del tema (cratere, atollo, ghiacciaio, nuda terra, etc.), non avendo davanti a sé la possibilità di contenere nei suoi limiti estremi il colpo d’occhio dell’insieme, tanto più nei casi di opere che misurano quattro metri di base. Quando però si allontana dalla materia ha davanti finalmente il quadro complessivo, come un aereo che dopo aver planato fin quasi a toccare il terreno sia risalito in verticale per osservare il paesaggio a volo d’uccello.

[…]

 

Inizio e fine del mondo tengono in equilibrio (Aequilibrium) il ciclo naturale e la totalità dell’universo, dispiegato nei suoi quattro elementi fondamentali. 

È così per certi versi che anche un pittore può prendere parte attiva a questo processo di creazione, che è sempre e spesso sull’orlo di un disfacimento. Questo ultimo ciclo di opere di Simafra ci dice di un rigoglio di vita ma anche di una sua consunzione, come se l’acqua, il vento, il fuoco e la terra, che l’artista ha dipinto per gruppi distinti, non possano fare altro che richiamarsi l’un l’altro, tendendo ad una sorta di equilibrio che il pittore ci mostra nel suo divenire, nella sua felice incertezza, nel suo splendore dove gesto, dripping, colature, foglia d’oro cantano le membra del mondo che si esauriscono e rinascono. ”

Marco Tonelli – Curatore